venerdì 21 aprile 2017

Verso la fine


Verso la fine

Dorme
seguo le orme al passo.
Chiamo
(Dio)
non risponde.
Scalo montagne e giorni
esamine nel sole
(io)
dalla cima al fondo.
Non riva né orizzonte
col mare mi confondo.

Solo. La morte invito.
Un verso a chi mi è affine.
La culla sia granito.




Esercizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen. I versi sono ispirati e, in parte, tratti dalla poesia
"Verso La Fine" di Il Bardo Bianco, pubblicata nella Vetrina del Club dei Poeti il 18 Aprile 2017.

lunedì 17 aprile 2017

La barca


La barca

Di gran classe, frusciante ed esposta,
muove i candidi fianchi, s'accosta.
Lesta si gira svelando la gabbia,
sui fili d'oro granelli di sabbia.
S'apre al vento, sicura collima.
Discossa, ella vibra... s'accima.
Sussulta, tosto un vortice si crea.
Scivola piano, monta la marea.
Dal fondo sale l'imperioso canto
si frange. Sprizza, sprazza, mena vanto.
Ecco l'approdo! Rende i colori.
Lei mette il fiocco. Ed è già fuori.



Versi di Leo Sinzi/zio-silen

Foto di Fabiuss 


*Doppio senso in rima... baciata. 
 

domenica 9 aprile 2017

Ovu di Pasqua


Ovu di Pasqua

L'ovu cchiù beddu vogghiu accattàri
cu 'na surprisa: occhi pì taliari
'a  luminara tornu a 'na Crucidda. 


'U Figghiu mori. 'U Patri s'abbicìna,

manu nta manu 'n celu si Lu porta.
Dici: «li viri? sunnu mischineddi
('a stissa carni, cancia 'u ciriveddu),


sciarri, catunii, guerra ntra li genti
cu ferru, focu, granni patimenti.
Ancora 'un sannu - tempu è di pàsciri -
ca l'Omu è mortu p'iddi rinàsciri».



TRADUZIONE PER I NON SICULI 


Uovo di Pasqua

L'uovo più bello voglio comprare
con la sorpresa: occhi per guardare
la luminaria intorno alla Croce.

Il Figlio muore. Il Padre s'avvicina,
mano nella mano in cielo se Lo porta.
Dice: «li vedi? sono poveretti
(stessa origine, mille diversità),

baruffe, scontri, guerra tra le genti
con ferro, fuoco, grandi patimenti.
Ancora non sanno - è tempo di nutrirli -
che l'Uomo è morto per loro rinascere».



Versi e foto di  Leo Sinzi/zio-silen

giovedì 6 aprile 2017

L'identità dei particolari



L'identità dei particolari

Ti sono sufficienti pochi tocchi
sapienti, ovvio ci tieni
per ricordarlo a tutti (e a me
seduto davanti) 

cosa sei stato, cosa sei
tu che di anni ne avrai
settantacinque almeno
(alcuni penseranno a un tipo strano).

        Basta l'ostinazione di un ciuffetto
        (quattro capelli legati a codino);
        il fossile di un vecchio braccialetto
        fatto di fili lisi e stinti;
        l'apparizione di Platone
        spuntato a un tratto dalla confezione
        feltrinelli.

Chiedi all'autista – "è questa la fermata
per gli Uffizi?
". Il pigro accenno di un sì
ti rimette un attimo a sedere.
"È questa oppure..." – e i tuoi puntini muoiono.
Ringrazi e sembri piovuto da Marte
le lenti spesse, la voce gentile.
Così ti guardo scendere: ti fermi
un momento, poi ti lasci cadere

a corpo morto fra le braccia dell'Arte.


Versi di Pale Shelter

Foto di Leo Sinzi/zio-silen


mercoledì 5 aprile 2017

Leonard


Leonard

Leonard con il completo nero,
identico colore del borsello,
seduto in prima fila col cappello
sulle ginocchia, s'era emozionato
in due o tre occasioni, sorridendo
e soffocando uno sbadiglio ugnato.

Leggìo - applausi a scena aperta -
in cima alla pedana - "... grande onore!" -
s'era inchinato. Gli occhi alla poltrona,
al suo borsello nero, abbandonato
tra re, giurati critici... un poeta.
Teatro Campoamor, centro di Oviedo.

"Sono costretto" - pausa - "a raccontare
il ruzzolare umano in botti e cerchi,
bellezza e dignità, con le canzoni,
la mia chitarra Conde ch'era nata
da un liutaio a Gravina di Madrid,
ed un maestro, tale Garcia Lorca,
che m'insegnò - ero debole - la forza.

Ero arrivato a Montreal una sera
per visitare i bar della città
lasciando in treno la spiritualità.
Un salto a Saint-Laurent Boulevard
ed un boccone al Main Deli Steak
House. La notte a respirare fumo
e fiato di gangster, papponi stretti all'angolo
di quattro o cinque pugili suonati.

La pioggia del mattino mi sporcava, poi
il sole di un flamenco intenso, in volo
le note dell'artista, uno spagnolo
- le gradinate vuote - cupo e solo.
Due giorni di lezioni, piena luce
che mi mostrava nitido il cammino.
Sei accordi in progressione: la mia sorte.
L'hotel sul Saint Lawrence, era la morte
di un chitarrista solo... di flamenco".



Libero ed, a tratti, fantasioso esercizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen ispirato
dal racconto di Zaina " Un giorno, a principio dei sessanta, …"
pubblicato, il  3 Aprile 2017, nella Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Leo Sinzi

venerdì 31 marzo 2017

Oppido


Oppido 

Miti colline, "Sant'Antuono" in fiore
negli occhi tuoi ritornano. Radici:
profumo formidabile. Memoria.

Il pane molle di coriacea terra.
Il "verro" solo il giorno della festa.
Il nonno soffia il fuoco, batte il ferro.


È tutto dentro un quadro
nei tuoi occhi. Le lacrime
pennellano ricordi. 


Palmira si fa largo nella nebbia:
il Bràdano, la Murgia ed il Montrone.
L'aurora, al Belvedere, è così bella.
C'è musica sui merli del castello.





Esercizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen. I versi sono ispirati e, in parte tratti, dalla poesia di Paolo_C
pubblicata, in data 30/03/2017 sulla Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Leo Sinzi/zio-silen

martedì 28 marzo 2017

Etnea



Etnea

Volo di rapace ellittico. Selvaggio
disvela il mio passaggio tra i roveti.
Declina il giorno l'agave. La roccia
calda d'orrore, mite al suo apparire
come la luna sul tetto di casa
come una voce di madre alla finestra.
Ma è pietra
solo pietra che abitiamo.




Esrcizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen. I versi sono tratti, in "sintesi",
dalla poesia "Etnea" di Willi pubblicata sulla 
Vetrina del  Club dei Poeti il 28/03/2017.

Foto di Fabiuss/zio-silen

sabato 25 marzo 2017

Migranti


Migranti 

Nuvole scure.
Volo d'aironi bianchi:
sono migranti.

Sfidanti dell'ignoto
in cerca d'Africa.



Versi e grafica di
 Leo Sinzi/zio-silen