sabato 25 marzo 2017

Migranti


Migranti 

Nuvole scure.
Volo d'aironi bianchi:
sono migranti.

Sfidanti dell'ignoto
in cerca d'Africa.



Versi e grafica di
 Leo Sinzi/zio-silen

venerdì 24 marzo 2017

Digiuno


Digiuno

Ho digiunato accanto a te:
ho atteso di respirare
sul tuo seno. Ho sperato
di trovare rifugio in un sì.

Ho digiunato
ingiallito dall’assenza
imbiancato dal dispiacere
involuto di rimpianto.

Notti, notti e notti...
domande rivolte ai "non so"
ai "mal di testa"... "sono stanca"... "ho il ciclo"... "spegni la luce".

Masturbazione ieri, ieri l'altro
notti, notti e notti.
No, no e no, perché no è più facile di sì:
negazione di una carezza, di un bacio
di un sorriso.

Ho suonato il campanello: “…hai le chiavi? usale! “
Troppi sassi, ad arginare la passione.
Lo stagno non ha cerchi
non ha sguardi, non ha gesti.
 

"Buona notte!"

Ho spento quella cazzo di luce.




Esercizio di "sintesi" - svolto da zio-silen -
tratto dalla poesia di Federicosecondo
pubblicata, il 23/03/2017, nella Vetrina
del Club dei Poeti. 

Foto di LeoSinzi/zio-silen

giovedì 23 marzo 2017

Stella del Nord


Stella del Nord

La mezzadria scorre,
le stelle del Nord alle spalle,
la notte è colma dell’infinito
del ricordo
della bellezza dei tuoi occhi.
Tempesta dentro noi
in una poesia maledetta.
Vorrei toccare la luna piena
ma ciò che stringo è il volante di un’Alfa
nera come il cavallo alato di un incubo.
Il V6 Busso squarcia la valle rimbombando
tra vitalità e mortalità.
Le Alpi brillano d’eleganza
mentre i miei sporchi e sfiniti jeans viaggiano
allontanandosi dalle stelle del Nord.
Vorrei toccare la luna piena, ma
il vino è finito, la benzina è agli sgoccioli
la lotta è perduta
l’unica certezza è la tua assenza.



Esercizio poetico di "sintesi", svolto da zio-silen,
tratto dalla poesia di Benedetto Borgo "Stella d'Albania"
pubblicata, il 22/03/2017, nella Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Fabiuss- Elaborazione di zio-silen

martedì 21 marzo 2017

Tenerezza infinita


Tenerezza infinita

Esiste una tenerezza infinita
nasce invisibile
ti balza al viso, scava
nell’affidarsi a occhi nudi dimentica
la distanza che preme sul tempo

Esiste una tenerezza
oltre le decisioni terrene
il volto meno giovane
l’odiare, a conti fatti e disfatti
estremità infrante e nulla in mezzo

Esiste tra di noi
Cura in diluizioni millesimali
il riposare dei corpi
sotto le sue fronde



Versi di Elisa Ghione (Elysa) tratti dalla poesia "Esiste una tenerezza infinita"
pubblicata il 21-03-2017 nella Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Fabiuss - Leo Sinzi/zio-silen

domenica 19 marzo 2017

Da una poesia di Ganimede...


Da una poesia di Ganimede...

Non fosse così fuori luogo
si potrebbe morire
guardando la terra lontana
la forra e la fame in sorvolo sul mastio
armare la struttura feudale di un bacio
arroccato su queste lunari fossette di Venere.

Eterne parabole e luci
di una schiena perfetta per l'arco del giorno
delineano vertebre
solchi a ogni frase.
Dove i gradini si contano come da piccoli
le dita scendono in piazza
volte a turbare il dolce declivio dei nervi.

La luna ci piove nel sangue
con la continuità della resa
nel catrame ramifica un salvacondotto
per nascite schiuse a filo di labbra.


Versi di Nadia Rizzardi (Ganimede) tratti dal componimento

"Come far scadere una poesia senza che si rompa." pubblicato 
sulla Vetrina del Club dei Poeti in data 16 Marzo 2017.

Foto di Leo Sinzi/zio-silen

giovedì 16 marzo 2017

Zorbi virdi


Zorbi virdi

Beddu Jardinu... crisci la gramigna
'n facci a culonna janca sbraca, alligna.
Cummògghia zazzamìti, tiraciàtu
'mpasturavàcchi vìsciti e minchiùni.
Serbi di Re Frustùni, lu scursùni.

'Ntrunàtu jornu e notti, iddu strammìa:
«'a ggenti àvi pitittu? Fantasia!
Cca l'affamatu sugnu sulu ju.
Cu sconza la mé tavula lu jsu
supra 'a cruci cchiù granni, vi l'inchiovu
ci levu li mutanni, poi l'affucu...»

e li mischìni allonganu lu sucu.
Lu fannu sì, cu vucca allippàta
'nghiuttennu zorbi virdi... 'ncilippati.

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Sorbe verdi

Bello il Giardino... cresce la gramigna
davanti alla colonna sbraca, alligna.
Nasconde gechi bigi, tirafiato
'mpastoiavacche viscidi e minchioni.
Servi di Re Frustone, lo "scorsone".

Sul trono giorno e notte, lui vaneggia:
«Il popolo è alla fame? Fantasia!
Qua l'affamato sono solo io.
Chi attenta alla mia tavola lo alzo
sulla croce più grande, ve l'inchiodo
gli levo le mutande, poi lo affogo...»

ed i vassalli allungano il sugo.
Lo fanno sì, con bocca impastata
inghiottendo sorbe verdi... sciroppate.


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*Tiraciàtu: "Gongilo". La leggenda narra che
il "succhiarespiro" - un lucertolone della famiglia
degli Scincidi - attratto dall'odore del latte materno,
entri nelle bocche dei neonati, soffocandoli.

'Mpasturavacchi: "Cervone". Secondo credenza
popolare è un serpente (famiglia dei Colubridi)
che adora il latte delle vacche, alle cui mammelle si
attacca risalendone le zampe e, conseguentemente,
impastoiandole.

Scursuni: "Frustone". Questo Serpente,
nella stagione degli amori, è particolarmente
irritabile, tanto da "frustare" con la coda
chiunque gli capiti a tiro. Sarà vero?


Versi di Leo Sinzi/zio-silen

Foto di Leo Sinzi/Fabiuss



mercoledì 15 marzo 2017

Filo rotto


Filo rotto

Notte e istinto
venerano se stessi

traversano cattedrali
aprono vele all’aria
annichiliscono l’orizzonte.


Pensieri inanello a un filo rotto:
perdono forma, sfumano
in raccoglitori di sembianze.
Così non visto, cado.
Gravità che attrae il senso.

Primogenito di  malinconia conosco
la meraviglia di un nodo di lingue
in un abbraccio.

Nella Primavera di salsedine
bisogno di mare sulla pelle
tra sponde di rimandi.



Esercizio poetico di "sintesi", svolto da zio-silen,
tratto dalla poesia di Ale N postata, il 13/03/2017, 
sulla Vetrina del Club dei Poeti.



Elaborazione grafica di Leo Sinzi/zio-silen.

sabato 11 marzo 2017

Partheope


Dea
prima che sorga il sole
che sia evidente l'aurora
sarà giusto forgiare le difese
e dare un abbraccio alle fiancate inaccessibili,
alle ali inutili.

Avvolgerai la coda intorno ai fianchi
per quel viaggio futuro occidentale.

Se premeranno i seni gonfi di latte
da sola Partheope ti nutrirai
in quel tratto di sentiero dove la notte
conduce.
E per molto ancora il tuo pianto
verrà udito.





Versi di jane, tratti dalla trilogia "Donne dannate ma insostituibili" 
pubblicata in data 08/03/2017 nella Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Leo Sinzi/zio-silen