mercoledì 2 agosto 2017

Pelle ambrata


Pelle ambrata

Dolci curve, linee senza fine
la tua pelle ambrata, levigata.
Vai per i boschi, amore ti conduce
e tra le spighe tosto ti accalori.

Ma ecco che una buca il cerchio impatta...
mannaggia a 'sta trazzera e a chi l'ha fatta!

 
Foto e versi di Leo Sinzi

venerdì 28 luglio 2017

Poetista

 
Poetista

"E` una cosa seria il poeta
che si mette le bretelle
per tirare su le pal..."

    Col cappello a tesa larga (no necesita ser un sombrero) la camicia da flamenco (senza pizzi, ne` merletti) le pantofole di lana (no comment, please) Il poeta cosa fa? Trallallero, trallalla`. PS:su richiesta suona la caccavella.
 SAL GEN aka A.Sal.One 
  Nota esegetica tratta dall'intervento dell'autore - datato 28 luglio 2017 - sulla Vetrina del  Club dei Poeti:
"La Poesia dell'Oh! e`incontrovertibilmente
(praticamente di gia`appurato)principalmente Satira Poetica.
Attenti agli avverbi!

Ma chi e` questo Poetista di cui si e` tanto detto,
stradetto e sparlato? Lascio a voi la risposta...NO!

Poetista = Poeta + Artista?  Questa potrebbe essere
una risposta (o una soluzione d'occasione) in cui mi 
identifico soprattutto come Precursore dell'Oh!

In altri termini "poetista" potrebbe essere paragonato
(e qui casca l'asino per alcuni) a fashionista
nella sua incezione di fan, seguace, appassionato 
dilettante, hobby maker.  E non ci sarebbe niente di male
ad autodefinirsi in tali termini, il male sta (ed e` un
grande male) nel ricusare invece tale definizione e
ostinarsi, nella piu` assoluta autoillusione, a credersi
poeti seri o addirittura grandi poeti, magari dando sfogo
al proprio sdegno se qualcuno gli fa notare il contrario.

Infine, cosi` come si fa come quando si parla di calcio
e di questa o quella squadra, il poetista piu` esemplare
e` quello che loda, e lo fa in modi che oltrepassano
il ridicolo sino a sfociare in toni da servilismo 
medievale, la poesia di altri (per lo piu` fantomatici
poeti), portandoli ad esempio di grandi poeti degni di
fama (e la loro fama potrebbe essere gia` acquisita o
potrebbero trovarsi in attesa di una fama che, 
senz'altro, prima o poi arrivera`).

Dai, siamo seri perlomeno e riconosciamo i nostri limiti,
ovviamente cominciate voi, che` io... sono in attesa".
    Sal Gen
Foto di Leo Sinzi (zio-silen)

venerdì 14 luglio 2017

Monotipo


Monotipo

La maestra è ben disposta, spiega la mezzana.

Che classe! Che fianchi!
Di poppa s'accosta, sciaborda
nell'onda. Collima, s'accima.
Al vento la gabbia d'un rosa setoso
trapunto di sabbia. Sospesa
sui gorghi è una dea.
Scivola piano, monta
la marea. Dal fondo
sale l'imperioso canto:
le figlie di Nereo menano
vanto.
Ecco l'approdo! Rende i colori.
Il fiocco a(l) collo, ed è già fuori.


Versi e foto di Leo Sinzi (zio-silen)


(Doppio senso con rime alternate, baciate, interne ed enjambement).

mercoledì 12 luglio 2017

Caterin-na


Caterin-na spusei cull'ommo 
che l'è ricco e galantommo.
U ga a ca'de tre surei
iun l'è ruttu, ietri ien bun:
poca robba e ratti asse'.

U ga in-na minn-na de frumento
finchè dura u garà bun tempo.

U ga due fighi de dre a ca'.
Iun l'è seccu, l'atro u n'in fa.
U ga a funtana sutto a banca
Caterin-na cossa' te manca?


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Versione per i non liguri 

Caterina sposate quell'uomo
che è ricco e galantuomo.
Ha una casa di tre piani
uno è rotto, gli altri sono accessibili.
Ha poca roba, ma tanti topi.
Ha una mina di frumento
finché dura lui avrà buon tempo.
Ha due fichi dietro casa
uno è secco, l'altro non ne produce.
Egli ha un pozzo sotto la panca.
Caterina, cosa ti manca?



Versi di Armida Bottini 
(pubblicati sulla Vetrina del Club dei Poeti in data 10 Luglio 2017)


Foto di Leo Sinzi (zio-silen)

venerdì 7 luglio 2017

La creta e il tempo


La creta e il tempo

Ignoto scultore, il tempo
adopera il vento per scalpello:
modella, assottiglia,
attozzisce lentamente,
e lentamente cambia il volto della terra.

Ogni vicenda umana
è altro arnese del tempo
per modellare gli animi.
Senza posa lavora, arrotonda,
ingentilisce o rafforza i contorni
con abili dita,
e mai lo soddisfa il nuovo aspetto.

Ma per quanto si affanni,
completare non può
le opere sue:
la creta, a lungo trattata,
si è indurita,
è troppo sottile,
e si frange...


Versi di Melany


Foto di Leo Sinzi

mercoledì 5 luglio 2017

L'universo a nord-est della scrivania


L'universo a nord-est della scrivania

Mura - creature al passo -
emanano riflessi in mezzo alle ombre
creano l'universo, la mia stella
tra mensole e pitture in grigio fumo.

E quando è notte giù le tapparelle
ma lascio che la luna possa entrare.
Intanto, quatto quatto, lui m'scolta
e parte - quando pigio - a spron battuto
lasciando le sue orme... che son mie.

Mi assento: mi permette lunghi viaggi
e voli che mi costano un bel niente.
Mi porta in giro, sempre più lontano
mi fa incontrare pure brava gente...

e fogli pieni - prima spazi vuoti -
di minutaglie serif... fantasie.

Nuova finestra s'apre ai preferiti:
Quasimodo sornione mi sorride
e Melo Freni in 'Dopo l'allegria'. 

Oltre la barra c'è speranza, sogno:
la fiamma accesa delle meraviglie.




Esecizio di sintesi e personalizzazione imbastito da Leo Sinzi (zio-silen).

Come base: la pregevole poesia di Trimacassi - "L'universo a nord-est..." -
pubblicata sulla Vetrina del Club dei Poeti il 3 Luglio 2017.
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L'universo a nord-est...

Per me si fanno in quattro, queste mura
come creature vive stanno al passo
simili a specchi emanano riflessi
tra luci intere, bui, mezze penombre
creano un mondo che è... il mio universo
E' qui che cerco, a volte
la mia stella, e spesso ci riesco anche a trovarla...
E intanto se ne sta tutt'addobbata
tra mensole e pitture, in grigio scuro
come fosse in partenza
in cerca di quel fumo ... d'oltremare
Ma quando è notte, la lascio rifiatare
calo le tapparelle
ma faccio che la luna possa entrare...

E intanto- lui- compito, e quatto quatto
non parla, ma mi ascolta, tutto assorto
se voglio pigio e lui compila, in men che niente
Con lui mi assento, mi apparto e mi permetto
faccio viaggi lunghi, voli pindarici
e non mi costa niente...
E' docile, mi prende per la mano
mi porta in giro, sempre più lontano
mi fa incontrare ovunque... brava gente...
Ha pure al suo servizio un inserviente
che parte a spron battuto
e cala le sue impronte:
orme che eran mie, della mia mente...

E si va avanti a riempir carteggi
- ne son già pieni in alto spazi vuoti -
di ombre minutaglie e fantasie
Sono ammucchiate, sparse e frammischiate
scartoffie e cose serie
Quasimodo sul desk mi sorride
e Melo Freni titola 'Dopo l'allegria'
-poi, sotto, in un cantuccio - un angolino
per le speranze e i sogni:
tengo la fiamma accesa per... le meraviglie...



Domenico Sergi (Trimacassi)



Foto di Leo Sinzi (zio-silen)

martedì 27 giugno 2017

I versi sbrilluccicanti di Franca Canapini



Di sasso, di pietra, di muschio
si arrende in cerchi di stupore
il mio viso di animale selvaggio
e gelsomino.
Sono la nerovestita a piedi nudi
sul teatro della Terra.




Sbrilluccicano alla lettura i versi di Franca Canapini tratti dalla pregevole poesia "Quanta luce", 
pubblicata sulla Vetrina del Club dei Poeti il 26 Giugno 2017.

Foto di Leo Sinzi (zio-silen)



venerdì 23 giugno 2017

Scoglio


Scoglio

L’aria ha vampate di pira,
incolla sullo scoglio:
un masso mastodontico, armonioso.
Riaffiora dai marosi alletargato
sotto la rena bianca e il ciottolame.
Sussulti prepotenti per svegliarsi
per conficcare in cielo la sua cima,
arroventare al sole, stemperarsi
di brezza nella sera, alla marina.
Somiglia a un cuore, rivolto all’insù,
abbandonato allo sciacquio del mare
- apposta lì - per farsi accarezzare.
Custode d'atri e voci nei tant'anni
e grida, anche silenzi. Albe ha graffiato
e lune hanno sostato sul granito.
Non si cura di nulla. Perturbabile
è il resto, anzi il restante:
l’intorno della gente che lo ammira. 




Esercizio poetico di Leo Sinzi (zio-silen). Come base: il pregevole racconto breve di Guido ja 
 pubblicato sulla Vetrina del Club dei Poeti in data 19 Giugno 2017.

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Scoglio 

L’aria ha vampate di pira che incolla sullo scoglio, grigiastro di granito, cresciuto a dismisura in riva al mare. E’ un masso mastodontico lo scoglio.
Armonioso però, scolpito con grande maestria, dal tempo e dalle onde.
Ogni tanto riaffiora maestoso da marosi assordanti.
Era da anni che stava alletargato sotto il bianco arenile e il ciottolame. Aspettava sussulti prepotenti delle ondate per svegliarsi dal sonno, per conficcare in cielo la sua cima canina e arroventarsi al sole, e stemperarsi di brezza nella sera, e sopportare le folate di sabbia quando il vento tormenta la marina.
E' somigliante a un cuore, punta all’insù, abbandonato apposta, a cielo aperto, allo sciacquio del mare, per farsi accarezzare.
Quante voci nasconde nei suoi atri profondi e nei suoi tanti anni; quante grida, quanta gente, quanti silenzi; quante albe ha graffiato e quante
lune hanno sostato sulla sua durezza.
Custode di segreti e di misteri. Lo scoglio è imperturbabile, non si cura di nulla. Almeno così pare.
Perturbabile è il resto, anzi il restante: l’intorno della gente che lo ammira.  


Racconto e foto di guido ja