martedì 17 gennaio 2017

Crash... brooom... wau wau!


Notti insonni. Arpocrate, dio egizio del silenzio, in visionaria visita di scortesia.
L'inquinamento acustico prodotto dall'incombente subumano amplifica la senzazione di rovina... rincara, avvolge e sconvolge.
Ermes è l'incarnazione del transito da uno stato all'altro (dalla vita alla morte, dal previtale al vitale...): nello specifico l'autore chiede al dio di trovare la pace della condizione fetale, mentre ad Afrodite - dea della fertilità e della generazione - domanda la rigenerazione salvifica.
Il tutto corredato di orrorosa narrazione (e titolazione) onomatopeica.

Crash... brooom... wau wau!

Arpocrate tu raccapricci
al clackitty-peee subumano.
Ti volgi - no no! -, non andare.

Mi spengo. Su, dammi la mano!

                    Percuote il dlin dlon
                    (gragnuola malsana):
                    diurno sferraglio
                    notturne campane.

Dio Ermes pietoso
reinventami nel rito
del ventre. D'Afrodite
amniotico bel sito.

                    Inonda il pling plong
                    (strapiove dal tetto):
                    lucana avanguardia
                    d'ombrate trombette.

Ti prego, oh divino!
T’imploro, rimani!
Imbriglia il molesto...

Yawn Yawn... a domani.



Versi e foto di Leo Sinzi 

martedì 10 gennaio 2017

Il buio oltre la notte


Il buio oltre la notte

Ho perso... 
ha perso pure il vecchio mondo
l’America s'è inginocchiata, ha scelto

ed il mattino ha la paura in bocca.

Fu musica, fu canto ed allegria. Oggi 

l'angoscia offerta a piene mani...
e rambo taglia il sogno americano 
(il buio oltre la notte) come il gambo
di rose che sono sbocciate invano.
 

"I have a dream" gridava Luther King
e John: "Things do not happen.Things 

are made to happen".
Pentagono d'estremi e di contrari
il resto sia triangolo nel mondo.
Arriveremo (chiedo) fino al fondo?
 

In tanti stanno lì a rimuginare
sul loro sogno inverso, capovolto:
si è fatto inverno. Là una voce nuova
rivivrà il mito ed altri eroi del West
la corsa all'oro e il Sogno splenderà
for me, for you... onirica realtà.
.




*Martin Luther King: "Io ho un sogno"
*John Fitzgerald Kennedy: "Le cose non succedono. Le cose vengono fatte succedere"

Esercizio poetico di Leo Sinzi (zio-silen) ispirato dalla poesia di Trimacassi
pubblicata il 10 Gennaio 2017 nella Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Fabiuss

giovedì 5 gennaio 2017

Il viola dei mirtilli


Il viola dei mirtilli

In soggettiva d'ordine mentale
ricordo, su ogni cosa, i miei mirtilli
selvatici tra pascoli e crinale.

Giornate d'un azzurro disarmante
(solo in montagna se ne può godere)
col cielo-mare riverso sul mondo.

Uno chalet di amici di famiglia
lampade ad olio, candele, il camino
acceso, mentre fuori il porticato
troneggiava, sprezzante, sopra il prato.

Ed ogni giorno lunghe passeggiate
con l'aria fredda. Incauto il pensiero
restava, nel suo nascere, gelato.

Un paio di chitarre ed un falò
canzoni d'oratorio nel bailamme
del vociare confuso di bambini.

Il prete (ma che spasso!) straparlava
più che da sobrio. In bettole arringava?

Colori puri: il verde, il blu. Il candore
del latte ed una mosca nel paiolo
a galla d'una favola imperfetta.

Finiva la vacanza: macchie d'erba
lentiggini sul naso, scatoline
di arachidi salate. Ed i mirtilli
riempivano di gioia. Dal finestrino
la mia montagna che correva via.




Esercizio poetico di Leo Sinzi (zio-silen) tratto dal racconto di Nadia Rizzardi (Ganimede)
pubblicato il 23 Novembre 2016 nella Vetrina del Club dei Poeti.

Disegno di Nadia Rizzardi 

martedì 27 dicembre 2016

Una casetta di nome Vanda

 (Disegno dello scultore Nunzio Di Pasquale)

Una casetta di nome Vanda

La strada s'apre sulla sommità:
qui un prato, là un vigneto, tre casette
disposte in fila a lato della via.
La seconda è la mia
a guardar bene può sembrare un viso:
finestre sono gli occhi, quattro scalini il mento
la porta è la sua bocca. Le tapparelle?
palpebre abbassate:
la casa dorme sola e sconsolata.

Rivedo nonna cucire calzini
o rimestare pentole in cucina.
Una farfalla poggia al mio passaggio
un filo d'erba rinasce in giardino
e un passero pilucca bricioline.
Un geko di color verde brillante s’immobilizza
in tanto tramestio. Una passante urla
lui s'ammacchia. C'è una gardenia
in vaso col suo fiore:
dolcissimo il profumo
sa d'amore.



Esercizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen ispirato dal racconto di Elysa
pubblicato in data 29 Settembre 2016 nella Vetrina del Club dei Poeti.

lunedì 26 dicembre 2016

Cercando un varco...


Cercando un varco...

L’animo era terso.
Avrei voluto scrivere del sole
giallo, tra nuvole e parole. Ma

 

giocava l’ombra tra canneti e ulivi
lasciava che allargasse la sua impronta.
Il cielo distorceva il campo, ai bordi
già l’arbitro fischiava: era rigore!
Gli spettatori contro, a fare corna.


Restava calma solo la nonnina,
occhiali in acetato, a sferruzzare
gomitoli. Gridava ‘forza Italia!’
con stridula vocina... s'acquietava.

 
Un ‘quasi’ (anarchico) a deviar la palla
e la moviola decretava: NO!


Le cinque - triplo fischio - ed era tarde,
il sole rifuggiva con il giorno,
restavano le gradinate vuote.


Quelli del circoletto chiusi dentro
cercando un varco in mezzo alle parole.



Esercizio poetico di Leo Sinzi (zio-silen) ispirato dalla poesia di Trimacassi
pubblicata il 2 Novembre 2016 nella Vetrina del Club dei Poeti.

 Disegno di Nunzio Di Pasquale 

giovedì 22 dicembre 2016

Natale a Berlino


Natale a Berlino

(Infranta)

Tu, negli inverni, in Breitscheidplatz divaghi:
le luminarie spente, le lacrime ghiacciate.
Arranchi, negli autunni-tramontana,
stretta nel tuo paltò, color castano.
Ed infuocate estati - sola - passi
al gelo del sacrario, nei suoi bassi.
Tu, petalo di viola in multiverso,
perduto tra corone d'amaranto,
trascorse primavere vivi. Infranta.



Versi di Leo Sinzi/zio-silen 


venerdì 16 dicembre 2016

Tenerezza gotico-barocca

 

Tenerezza gotico-barocca

I cani abbajano guardando in alto
e ricordo i caffè... il fumo
Ho smesso di farmi
le birre con gli amici
Sto bene: mi sveglio meglio
corro, mi tengo in forma...
di scopare non se ne parla

Fioriscono rose inadatte al mio grigiore
un geco scende lungo il muro
in verticale
e non è vero che non fumo più:
mezzo toscano continuo a rubarlo
Prendo anche tre caffè al giorno, una birretta
un bicchiere di rosso

I cani seguitano ad abbajare
alla luna. Anche oggi
si tromba domani:
non dipende dal fumo, dalla birra e dai caffè
forse dai cani
che hanno abbassato lo sguardo

Schiocco di colore
là dove sono rose da cogliere
là dove sono baci da scrivere
in questa terrazza gotica e barocca
mi permette di stare con te
Libertà in bella vista da qui
con il mare a perdita d’occhio
una palma al maestrale
la sua rumorosa nudità
le finestre sveglie su ogni sole

affinché non ingrigisca anche il cuore




Esercizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen tratto dalla poesia di Indio
pubblicata il 12 Dicembre 2016 nella Vetrina del Club dei Poeti.

Foto di Leo Sinzi/zio-silen

martedì 13 dicembre 2016

Copia e incolla



Mi terrò a distanza!
Gentaglia da mille follie
lapidi di passioni indecifrabili
colta ignoranza.
A tutti i poeti
inquieti
fottuti
perduti
cercatori di senso
sollevo il calice di sangiovese grosso
e verace.
A molti non piace
andare dal nero al bianco al rosso
attraverso grigi e nebbie.
Perciò vi prego:
attentate ai miei gioielli
finché questa anima bastarda
cesserà verità e vanità
per trasformare le feste in orge
le storie in farse.
Da parte mia ho blandito
ho offeso poeti
e viaggiatori:
sognare e dir cazzate
fa parte del mestiere.



Esercizio poetico di Leo Sinzi/zio-silen ispirato dalla poesia di Fred
pubblicata il 5 Dicembre 2016 nella Vetrina del Club dei Poeti.