Sonetto "nonsense" ispirato dall'attuale disgraziata contingenza.
Rugimano licanti
Rugimano licanti 'sti cavroni
ingrassano le poppide zummate
stringano pallecorda d'amiconi
squarano sorde sarde balsamate.
E tuttuniti chiodano poltroni
lordano (gorci!) fiulle minorbate
filzano le primizie: son grasconi
cercano bonasorte con fredate.
I paesadini han solo denestizia
sorbevono, fremendo, rabbincuta
e codiverno resta lor mestizia.
Velardo, bel-mi 'nchiello d'ingiustizia
qui resta a govertango ognor tristuta.
Stolto italione ingurgia ogni fantizia.
zio-silen
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